Salute orale e dentale

Alito cattivo, perché viene e come farlo passare? Gengive, lingua e stomaco

Gomme, caramelle alla menta, collutorio. Se nulla basta, l'odore arriva quasi certamente dal fondo della lingua o da una tasca gengivale. Vi raccontiamo da dove viene e cosa serve davvero, come lo spieghiamo in sala visite.

Panorama Salute Orale e Dentale 19 min di lettura
Donna che si copre la bocca con la mano e schema della placca sui denti all'origine dell'alitosi
L'alito cattivo nasce più spesso dentro la bocca, dallo strato di batteri su denti e lingua. · Fonte: https://www.myupchar.com/en, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0) · Immagine illustrativa; non raffigura un paziente reale.

Martedì mattina, verso le dieci. L'uomo che si è seduto in poltrona, sulla trentina, non aveva ancora aperto bocca quando ha tirato fuori dalla tasca un pacchetto di gomme alla menta e lo ha posato accanto al vassoio. "Ne finisco due al giorno," ha detto, "ma in riunione il collega vicino a me sposta comunque la sedia." Poi ha abbassato la voce. "Ormai me lo dice anche mia moglie. Dice che ho l'alito cattivo."

Di alito cattivo in studio si parla quasi sempre a mezza voce. Prima si accusa lo stomaco, poi si ripiega su gomme e caramelle, alla fine si arriva alle ricette di collutori al bicarbonato trovate in rete. Eppure la maggior parte dell'odore esce da dentro la bocca e quasi sempre il punto è preciso. Il fondo della lingua, le tasche gengivali, il bordo di un'otturazione vecchia, lo spazio sotto un ponte. Sono tutti posti che si possono trovare. Qui sotto li passo in rassegna uno per uno, in modo che possiate controllarli anche a casa.

Che cos'è l'alito cattivo e perché non ce ne accorgiamo da soli?

L'alito cattivo, in termini medici alitosi, è un odore sgradevole e persistente che esce con il respiro e infastidisce chi ci sta intorno. A produrlo sono soprattutto i composti volatili dello zolfo, che i batteri della bocca liberano mentre demoliscono residui di cibo e cellule morte. In prima fila c'è l'idrogeno solforato, che ricorda l'uovo marcio, e poi il metilmercaptano, più vicino al cavolo andato a male.

Perché allora non sentiamo il nostro? Il naso si abitua in fretta a un odore a cui è esposto di continuo, lo archivia come sottofondo e smette di registrarlo. È lo stesso motivo per cui il profumo spruzzato al mattino nel pomeriggio non si sente più. Soffiare sul palmo della mano e annusare, quindi, dice ben poco.

Quanto è diffuso? Secondo le revisioni della letteratura sull'alitosi, tra un quarto e la metà degli adulti ha ogni tanto un alito sgradevole in modo evidente. C'è anche il rovescio della medaglia. Vediamo pazienti convinti di avere l'alito cattivo che in realtà non ce l'hanno, che evitano di parlare da vicino e trattengono il fiato in ascensore. Si chiama alitofobia e stanca quanto il problema vero.

Quali sono le cause dell'alito cattivo? Quasi sempre nascono in bocca

L'origine è nella bocca nella grande maggioranza dei casi, e la stima che si sente ripetere è di otto o nove casi su dieci, anche se i numeri cambiano un po' da studio a studio e da popolazione a popolazione. Una revisione sistematica mette tra i fattori più legati all'odore il rivestimento della lingua e la malattia gengivale. Seni nasali, tonsille, stomaco e malattie generali si dividono la quota restante, che è piccola. In fondo è una buona notizia.

Il quadro che teniamo in mente in visita è più o meno questo.

OrigineSegno che potete notare da soliDi solito serve
Patina sulla linguaStrato bianco o giallastro sul fondo della lingua, odore netto con il test del cucchiaioPulizia della lingua ogni giorno
Gengivite e tasche gengivaliSanguinamento allo spazzolino, gonfiore, gengive che si ritiranoPulizia del tartaro, se serve terapia gengivale
Carie, otturazione rotta, bordo sporgente della coronaCibo che si incastra sempre nello stesso dente, odore che arriva da un punto soloRifacimento dell'otturazione o della corona, se serve cura canalare
Sotto ponti e protesiOdore sul filo passato sotto il ponte, protesi lasciata in bocca di notteFilo speciale, protesi tolta e pulita ogni sera
Bocca seccaBocca impastata, sete frequente, farmaci assunti ogni giornoAcqua, gomme senza zucchero, parlare del farmaco con il medico
Calcoli tonsillariSenso di qualcosa in gola, pallini bianchi che escono tossendoValutazione otorinolaringoiatrica
Sinusite, scolo nasale posterioreNaso chiuso, muco che scende in golaValutazione otorinolaringoiatrica
Reflusso e stomacoRigurgito acido, bruciore dietro lo sternoValutazione gastroenterologica

C'è poi un angolo che si salta spesso. Il lembo di gengiva sopra un dente del giudizio semi-incluso trattiene il cibo, si infiamma, e l'odore che ne esce arriva di solito con un leggero fastidio in fondo alla bocca. Lo spazzolino lì arriva male e il problema si trascina. Se ne dimenticano tutti. Del caso abbiamo parlato anche in estrazione del dente del giudizio e cosa succede dopo.

Radiografia ravvicinata del colletto dei denti posteriori con depositi di tartaro ben visibili
In radiografia il tartaro appare come sporgenze dure intorno al colletto del dente, un nascondiglio ideale per i batteri. Foto di Jmarchn, Wikimedia Commons (CC0)

La gengivite o la parodontite danno alito cattivo?

Sì, ed è una delle cause più frequenti. Una gengiva sana aderisce al dente. Quando si infiamma, tra dente e gengiva si aprono spazi chiamati tasche, il fondo di queste tasche resta senza ossigeno e i batteri che producono zolfo adorano proprio questi ambienti. Più la tasca è profonda, più l'odore peggiora. Lo spazzolino, laggiù, non arriva mai.

Molti pazienti dicono "Quando mi lavo i denti sanguino un po', ma è sempre stato così." Sarò sincero, che sia sempre stato così non dimostra che sia normale, dimostra solo che dura da tanto. Una gengiva che sanguina è una gengiva infiammata. Più semplice di così non si può. Nell'articolo sul sanguinamento delle gengive trovate i primi passi da fare a casa.

La malattia gengivale avanzata, cioè la parodontite, è molto più diffusa di quanto si creda. L'Organizzazione mondiale della sanità riferisce che le forme gravi di malattia gengivale riguardano oltre un miliardo di persone nel mondo e indica come principali fattori di rischio la scarsa igiene orale e il tabacco. Quando il quadro avanza entrano in gioco la perdita d'osso, i denti che si muovono e la recessione gengivale. Fino a quel punto, nella maggior parte dei casi, non si sente alcun dolore. Così il problema viene scoperto molto tardi, spesso solo quando il coniuge o un collega accenna all'odore.

Gengivite presa in tempo regredisce di solito con una pulizia professionale e con una routine di casa fatta come si deve. Quando le tasche sono profonde serve la terapia parodontale, cioè la pulizia delle radici fino in fondo alla tasca. Per chi fuma c'è un'avvertenza in più. Il fumo riduce il flusso di sangue alla gengiva e così maschera il sanguinamento, quindi la gengiva può essere malata anche senza sanguinare.

Disegno che confronta un dente sano con uno colpito da parodontite e mostra la tasca gengivale più profonda
Più la tasca gengivale si approfondisce, più si moltiplicano i batteri dello zolfo che amano gli ambienti senza ossigeno. Foto di https://www.myupchar.com/en, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

La patina bianca sulla lingua dà alito cattivo? Come si pulisce la lingua?

Sì. Nelle persone con le gengive sane l'origine più frequente è il terzo posteriore della lingua. La superficie non è liscia, somiglia a un tappeto a pelo corto. Fra le piccole sporgenze si depositano cellule morte, muco che scende dal naso e residui di cibo, e sopra si stende uno strato di batteri. Davanti allo specchio, tirate fuori la lingua e guardate bene in fondo. Se vedete un velo bianco o giallastro, quella è la patina linguale. Un po' ce l'abbiamo tutti.

Per togliere la patina linguale basta un raschietto. Partite dal fondo della lingua e tirate in avanti con una leggera pressione, 4-5 passate, sciacquando il raschietto dopo ognuna. A chi ha il riflesso del vomito chiedo una cosa, tirate fuori la lingua ed espirate mentre raschiate, il riflesso cala in modo evidente. Premere fino a far sanguinare non serve a niente, la superficie si irrita e il giorno dopo ritrovate uno strato più spesso.

Due raschietti per la lingua in plastica, uno verde e uno rosso, usati per togliere la patina linguale
Non esiste un raschietto di serie A e uno di serie B, ne basta uno con i bordi morbidi che segua la forma della lingua. Foto di Cipac Consulting, Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

Anche lo spazzolino può servire per la lingua. Le setole però spostano lo strato più che raccoglierlo. Su alcuni spazzolini il dorso ha una superficie a rilievo che aiuta, mentre per il fondo un raschietto sottile arriva con più comodità.

Raschiare la lingua, tra l'altro, non è una moda. Sui social ha avuto grande diffusione negli ultimi anni, ma in India si usano raschietti di metallo da secoli.

Fotografia in bianco e nero di un museo con un raschietto linguale di metallo dell'antica India e la sua lama sottile
Pulire la lingua non è un'abitudine recente, raschietti di metallo si usavano già secoli fa. Foto di Bilinmeyen, Wikimedia Commons (CC BY 4.0)
Primo piano di uno spazzolino con una superficie rugosa sul retro per pulire la lingua
Il dorso rugoso dello spazzolino è pensato per la lingua, ma per il fondo un raschietto resta più comodo. Foto di Wikideas1 Wikideas1 (talk) (Uploads), Wikimedia Commons (CC0)

Perché l'alito è cattivo al mattino? È normale?

Un alito pesante al risveglio è in gran parte normale. Durante il sonno la salivazione cala molto. La saliva è il sistema di lavaggio naturale della bocca, quindi per tutta la notte i batteri lavorano indisturbati. Il fenomeno si accentua in chi dorme con la bocca aperta, in chi russa, in chi cena tardi e va subito a letto e in chi di notte ha il naso chiuso, perché la bocca resta fino al mattino come una grotta asciutta.

Se dopo la colazione e una buona spazzolata l'odore sparisce, non c'è nulla di cui preoccuparsi, perché è una condizione del tutto fisiologica che riguarda praticamente chiunque si svegli con la bocca asciutta dopo otto ore di sonno. Se invece dura fino all'ora di pranzo, o se qualcuno vi dice che lo sente anche durante il giorno, bisogna cercare un'altra origine.

Bicchiere d'acqua su un tavolino di un caffè, abitudine di bere durante la giornata contro la bocca secca
Qualche sorso d'acqua prima di dormire e al risveglio rimette un po' in sesto la bocca che si è asciugata di notte. Foto di Kurt Kaiser, Wikimedia Commons (CC0)

Il nastro sulla bocca di notte riduce l'alito del mattino?

Da uno o due anni si parla molto del mouth taping, cioè dormire con un cerotto sulle labbra. La logica si capisce, se la bocca resta chiusa non si asciuga e al mattino l'odore cala. Ma gli studi su questo sono pochi e piccoli. Chiudere la bocca a chi ha il naso ostruito, a chi russa o a chi può avere un'apnea notturna è rischioso. Su questo non si scherza. Secondo me l'ordine giusto è un altro, prima far verificare da un otorinolaringoiatra se respirate bene dal naso.

L'alito cattivo può venire dallo stomaco?

Meno spesso di quanto si pensi. L'estremità bassa dell'esofago è normalmente chiusa, quindi i gas dello stomaco non si mescolano di continuo al respiro. L'odore di origine gastrica si osserva soprattutto in chi ha il reflusso, con rigurgito acido e bruciore dietro lo sterno. Anche il rapporto tra il batterio Helicobacter pylori e l'alito è oggetto di ricerca, ma i risultati non sono ancora chiari.

Qualcuno arriva da noi con la scatola del farmaco per il reflusso in mano. "Lo prendo da mesi, l'odore non passa." Alla visita, nella maggior parte dei casi, troviamo uno strato spesso in fondo alla lingua o una tasca gengivale che sanguina. La causa cercata per mesi nello stomaco stava qualche centimetro più su, alla radice della lingua o ai piedi di un dente. Per questo l'ordine più sensato è controllare prima la bocca, che è anche il posto più facile e meno invasivo da esaminare, e solo se la bocca risulta a posto passare a guardare lo stomaco.

Perché aglio, cipolla e caffè non se ne vanno con lo spazzolino?

Dopo una pasta aglio, olio e peperoncino potete lavarvi i denti tre volte e l'odore resta. I composti dello zolfo dell'aglio vengono digeriti, passano nel sangue, arrivano ai polmoni e vengono espirati. L'odore non viene dalla bocca ma dall'interno, e può durare un giorno o due. Altro rimedio che il tempo non c'è. Per un panino con la cipolla cruda vale lo stesso discorso. Anche la Mayo Clinic spiega che questi cibi, una volta digeriti, entrano nel sangue e raggiungono l'alito per via polmonare.

Cipolle rosse, scalogni e spicchi d'aglio, cibi odorosi che passano nel sangue e arrivano all'alito
L'odore dell'aglio non se ne va con lo spazzolino, perché passa dal sangue ai polmoni e viene espirato. Foto di Caduser2003 at ml.wikipedia, Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.5)

Caffè e sigaretta insieme, invece, seccano la bocca. Una sigaretta a stomaco vuoto sul marciapiede, un caffè bevuto in piedi al bancone, poi riunioni una dopo l'altra fino all'una senza un sorso d'acqua e a metà mattina mezzo cornetto. Con questo ritmo l'odore non lo copre né la gomma né il collutorio. Un bicchiere d'acqua accanto al caffè è un'abitudine piccola ma utile, e in molti bar italiani arriva già da solo. Teniamocela stretta.

Tazza bianca con caffè nero, immagine sull'effetto di caffè e fumo che seccano la bocca e peggiorano l'odore
Il bicchiere d'acqua accanto al caffè non è un ornamento, rallenta il seccarsi della bocca. Foto di Petar Milošević, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Alito cattivo a digiuno e durante il Ramadan, perché succede?

Quando si resta a lungo senza mangiare la saliva diminuisce. Appena il corpo comincia a bruciare grassi per ricavare energia si formano i chetoni, che danno al respiro un leggero odore simile all'acetone. Anche questo è passeggero. Lo stesso odore si osserva in chi segue una dieta chetogenica, povera di carboidrati. Vale per il digiuno del Ramadan come per il digiuno intermittente. Bere molta acqua nel pasto prima dell'alba, il suhur, pulire denti e lingua subito dopo e limitare all'iftar i piatti molto salati e speziati riduce l'odore in modo evidente.

Come capire se si ha l'alito cattivo?

Il modo più onesto per autovalutarsi è annusare separatamente le diverse zone della bocca. Soffiare sul palmo non serve, il vostro naso a quell'odore è già abituato.

  1. Test del cucchiaio. Appoggiate un cucchiaino sul fondo della lingua e tiratelo piano in avanti, aspettate un minuto e annusate. Se lo strato rimasto sul cucchiaio è giallastro e maleodorante, la causa è con ogni probabilità la lingua.
  2. Test del filo interdentale. Passate il filo tra i molari posteriori e annusatelo. Se c'è un odore marcato o del sangue, aumenta il sospetto di gengive infiammate e di residui tra i denti.
  3. Test del polso. Leccate la parte interna del polso, aspettate dieci secondi e annusate. Questo test riflette la parte anteriore della lingua e dice poco sul fondo.
  4. Chiedere a una persona di fiducia. Il coniuge, un fratello, un amico stretto. Sembra imbarazzante, ma resta la misura più affidabile.

Nessuno di questi test fa diagnosi. Vi dicono soltanto dove guardare.

Filo interdentale viola e bianco avvolto su un rocchetto, usabile per verificare l'odore tra i denti
Annusare il filo passato tra i denti posteriori dà un'idea onesta del vostro alito. Foto di Tiia Monto, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Come fa il dentista a valutare l'alito cattivo?

In visita guardiamo prima i denti, poi le gengive, per ultima la lingua. La profondità delle tasche gengivali si misura una per una con una sonda sottile graduata in millimetri. Si annotano i punti che sanguinano, i bordi delle otturazioni vecchie, lo spazio sotto i ponti e la zona attorno ai denti del giudizio. Per le carie che l'occhio non vede, per le infiltrazioni nascoste sotto le otturazioni e per i bordi delle vecchie corone che nessuna sonda riesce a raggiungere del tutto serve la radiografia. L'occhio non vede tutto.

Primo piano del dentista che controlla denti e gengive del paziente con lo specchietto
In visita si controllano uno per uno i denti, le tasche gengivali e la parte posteriore della lingua. Foto di Jameswasswa, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Quando si arriva all'odore, la cosa è un po' sorprendente. Preparatevi. Il dentista chiede al paziente di espirare da una certa distanza e annusa direttamente. Sì, proprio annusando. In letteratura si chiama misurazione organolettica e resta il metodo di riferimento. In alcune cliniche si usano anche apparecchi portatili che misurano in numeri i composti dello zolfo nel respiro.

Schema dei metodi di misurazione dell'alitosi, con test olfattivo e apparecchi che misurano lo zolfo
L'alito si valuta sia annusandolo sia con strumenti che misurano i composti dello zolfo nel respiro. Foto di Aydinmur, Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0)

Una richiesta. Se venite in visita per un problema di odore, la mattina non usate collutorio, non mettete profumo e il giorno prima rinunciate ad aglio e cipolla. Una volta una paziente si era passata mani e viso con acqua di colonia al limone con tanta generosità che la sala visite sembrava una profumeria. L'odore vero siamo riusciti a valutarlo solo al secondo appuntamento.

Piccole lastre radiografiche dentali appoggiate su un negatoscopio illuminato
Le carie invisibili e i residui che filtrano sotto un'otturazione emergono spesso solo in radiografia. Foto di Vyacheslav Argenberg, Wikimedia Commons (CC BY 4.0)

Come far passare l'alito cattivo?

Una volta trovata e curata l'origine, nella maggior parte delle persone l'odore si riduce in modo evidente. Menta, gomme e collutorio coprono l'odore per un po', senza toccare la causa. La strada cambia a seconda dell'origine.

  • Se c'è tartaro il primo passo è la pulizia del tartaro. Il tartaro è una superficie ruvida, trattiene i batteri e con lo spazzolino non si toglie.
  • Se le tasche sono profonde serve una terapia gengivale. Si puliscono le superfici delle radici e le tasche vengono misurate di nuovo dopo qualche settimana.
  • Se c'è una carie o un'otturazione rotta, l'otturazione si rifà. Se la carie ha raggiunto il nervo si parla di cura canalare.
  • Con le corone dal bordo sporgente e i vecchi ponti sotto cui entra il cibo l'odore spesso non passa del tutto finché non vengono rifatti. Se dovete scegliere tra ponte e impianto, l'articolo su impianto o ponte può darvi un'idea.
  • Chi porta una protesi mobile deve toglierla ogni notte e spazzolarla.

A proposito di protesi. Il mese scorso una signora ha tirato fuori dalla borsa la dentiera avvolta in un fazzoletto di carta e l'ha posata sul tavolo. "La tengo anche di notte, ho paura che se la tolgo la perdo da qualche parte," ha detto. Ha ragione, nessuno vuole perdere la dentiera. Ma una protesi che resta in bocca tutta la notte si ricopre, insieme ai tessuti sotto, di un denso strato di batteri, e l'odore viene da lì. Un contenitore, un po' d'acqua, una spazzolata ogni sera. La paura di dimenticarla si risolve quasi sempre con quel contenitore sul comodino.

Dopo la terapia l'odore può non sparire in una notte. La guarigione delle gengive richiede alcune settimane, e finché la cura a casa non diventa una routine il sollievo non dura. Per questo fissiamo il primo controllo a 4-6 settimane dalla terapia.

Rimedi per l'alito cattivo a casa, cosa funziona davvero?

Il gesto che pesa di più a casa è non saltare mai lo spazzolino della sera. Anche quelli della giornata contano, ma quello serale toglie ai batteri il cibo che troverebbero durante il sonno. Due minuti di spazzolino, poi filo interdentale o scovolino, per ultima la lingua. Il resto è dettaglio.

Due scovolini sottili in una tazza bianca, usati per pulire gli spazi tra i denti
Negli spazi larghi lo scovolino porta via più residui del filo interdentale. Foto di Denkhenk, Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0)

Bere acqua a piccoli sorsi durante la giornata aiuta contro la bocca secca. La gomma senza zucchero con xilitolo stimola la saliva e dà un sollievo breve. Due pacchetti di gomme al giorno, però, ci dicono altro, la causa è ancora lì.

Gomme da masticare bianche senza zucchero con xilitolo in una ciotola di vetro blu
La gomma senza zucchero stimola la saliva, ma non elimina l'origine dell'odore. Foto di Kotivalo, Wikimedia Commons (CC0)

Sul collutorio parliamo chiaro. La maggior parte dei prodotti copre l'odore per un'ora o due, è una questione di durata. Quelli con alcol possono seccare la bocca e dopo un po' funzionare al contrario. I collutori alla clorexidina servono per il breve periodo che il dentista indica durante la terapia gengivale, se usati a lungo possono macchiare i denti di marrone e alterare il gusto. Quelli senza alcol con zinco o cetilpiridinio cloruro possono avere un effetto un po' più lungo perché legano i composti dello zolfo.

Piccolo bicchiere con collutorio azzurro, per illustrare l'uso corretto e limitato del collutorio
Il collutorio copre l'odore per un po', e quelli con alcol possono perfino peggiorarlo seccando la bocca. Foto di Erschaffung at German Wikipedia, Wikimedia Commons (CC BY-SA 3.0 de)

Prezzemolo, mela verde, chiodi di garofano, tè verde. Mascherano tutti l'odore per un certo tempo e non fanno danni. Nella stessa categoria rientra l'oil pulling, molto diffuso sui social, cioè tenere in bocca per minuti un cucchiaio di olio di cocco. Non esistono prove solide che possa sostituire lo spazzolino. Innocuo ma insufficiente. All'idea di strofinare sui denti un miscuglio di bicarbonato e limone sono invece nettamente contrario, acido e abrasivo insieme consumano lo smalto.

Quando l'alito cattivo è il segnale di una malattia?

La natura dell'odore a volte dà un indizio. Se l'odore persiste anche dopo che bocca e gengive sono state curate, bisogna pensare ad altre origini.

  • Un odore di frutta marcia o di acetone, soprattutto con sete eccessiva e bisogno frequente di urinare, può indicare una glicemia non controllata e richiede un medico senza aspettare.
  • Un odore che ricorda l'urina o l'ammoniaca può essere legato alla funzione renale.
  • Un odore dolciastro, di muffa, viene descritto nelle malattie del fegato.
  • Pallini bianchi molto maleodoranti che escono tossendo, con senso di qualcosa in gola, fanno pensare ai calcoli tonsillari.
  • Un odore con naso chiuso, muco che scende in gola e senso di pesantezza sul viso può essere legato a una sinusite.

Anche il servizio sanitario britannico NHS consiglia di rivolgersi al dentista se l'alito cattivo non passa dopo alcune settimane di cure regolari a casa. Se ci sono anche sanguinamento delle gengive, gonfiore o un dente che si muove, non c'è motivo di aspettare.

Alito cattivo nei bambini, da cosa dipende?

Nei bambini le cause più frequenti sono la respirazione dalla bocca e i depositi sulla lingua. Chi ha le adenoidi grosse dorme con la bocca aperta e l'alito del mattino ne risente. Anche le carie dei denti da latte sono una fonte importante di odore.

C'è una situazione che ai genitori sfugge. Se da una sola narice esce un muco colorato e maleodorante e l'alito puzza, può esserci un piccolo corpo estraneo finito nel naso, per esempio una perlina o un cece. Molte famiglie lo scambiano per un raffreddore che non finisce mai. La visita del naso è indispensabile. Durante i controlli dal dentista pediatrico, insegnare la pulizia della lingua come se fosse un gioco aiuta anche a far attecchire l'abitudine.

Da quale medico andare per l'alito cattivo?

Il primo riferimento è il dentista. In quasi tutti i casi l'origine è in bocca, quindi la visita, la misurazione delle tasche gengivali e, se serve, la radiografia chiariscono gran parte del quadro. Se la bocca risulta a posto e l'odore continua, entrano in gioco l'otorinolaringoiatra per seni nasali e tonsille, il gastroenterologo se si sospetta un reflusso e il medico di famiglia per il quadro generale.

Quel martedì mattina abbiamo messo un raschietto per la lingua accanto al pacchetto di gomme. In fondo alla lingua c'era uno strato spesso, e tra i molari inferiori due tasche che sanguinavano. Mentre scrivevo il nuovo appuntamento per la pulizia del tartaro ha alzato la testa. "Smetto con le gomme?" Gli ho detto che non serve, il peso adesso non lo porterà più la gomma da sola.

Domande frequenti

L'alito cattivo passa del tutto?

Se l'origine è in bocca e viene curata, nella maggior parte delle persone l'odore si riduce in modo evidente. Dopo la pulizia di tartaro, tasche gengivali e depositi sulla lingua, se la cura a casa non continua con regolarità l'odore può tornare nel giro di qualche mese. A decidere se dura sono le abitudini quotidiane dopo il trattamento.

Perché ho l'alito cattivo anche se mi lavo i denti?

Lo spazzolino pulisce le superfici esterne e interne dei denti, ma arriva poco agli spazi tra i denti, in fondo alle tasche gengivali e alla parte posteriore della lingua. Sono proprio le zone da cui l'odore parte più spesso. Aggiungere filo interdentale o scovolino e un raschietto per la lingua fa spesso la differenza.

L'alito cattivo viene dallo stomaco?

Nella maggior parte dei casi no, l'odore ha quasi sempre origine in bocca. L'odore di origine gastrica si osserva soprattutto con il reflusso, accompagnato da rigurgito acido e bruciore dietro lo sterno. Prima la visita dal dentista e, se la bocca risulta a posto, la valutazione dello stomaco, è l'ordine più corretto.

I calcoli tonsillari danno alito cattivo?

Sì. Residui di cibo e batteri che si accumulano nelle cripte delle tonsille si induriscono e formano piccoli calcoli bianco-giallastri e molto maleodoranti. Il senso di qualcosa in gola e i pallini bianchi che escono tossendo sono i segni tipici, la valutazione spetta all'otorinolaringoiatra.

La pulizia del tartaro toglie l'alito cattivo?

Se l'odore dipende dal tartaro e dalla gengivite che ne deriva, dopo la pulizia diminuisce in modo evidente. Con tasche gengivali profonde la sola pulizia può non bastare e serve una terapia gengivale. Anche i depositi sulla lingua vanno puliti a parte.

Il collutorio fa passare l'alito cattivo?

La maggior parte dei collutori copre l'odore per un'ora o due ma non elimina l'origine. Quelli con alcol possono seccare la bocca e peggiorare l'odore. Quelli senza alcol con zinco o cetilpiridinio cloruro possono durare un po' di più, mentre quelli alla clorexidina vanno usati solo per il breve periodo indicato dal dentista.

Masticare gomme fa bene all'alito?

La gomma senza zucchero, meglio se con xilitolo, stimola la saliva e dà un sollievo breve quando l'odore dipende dalla bocca secca. Non cura l'origine dell'odore. Se sentite il bisogno di masticare gomme tutto il giorno, bisogna cercare la causa.

Come ridurre l'alito cattivo durante il digiuno?

Bere molta acqua nel pasto prima dell'alba, pulire denti e lingua dopo e limitare all'iftar i piatti molto salati e speziati riduce l'odore. A digiuno la saliva cala e si formano chetoni, quindi un leggero odore è normale. Se continua anche dopo l'iftar, bisogna pensare a un'origine in bocca.

Da quale medico andare per l'alito cattivo?

Il primo medico a cui rivolgersi è il dentista, perché nella maggior parte dei casi l'origine è in bocca. Se la visita di denti e gengive non trova nulla, si passa all'otorinolaringoiatra per seni nasali e tonsille o al gastroenterologo se si sospetta un reflusso.

Come faccio a testare il mio alito?

Potete raschiare piano il fondo della lingua con un cucchiaino e annusarlo dopo un minuto, oppure annusare il filo interdentale passato tra i denti posteriori. Soffiare sul palmo della mano non è affidabile perché il naso si abitua al proprio odore. Chiedere a una persona vicina resta il metodo più pratico.

Se l'alito cattivo non vi dà tregua, cerchiamo insieme l'origine con una visita. Scriveteci le vostre domande e fisseremo un orario comodo nella sede di Haliç o in quella di Pendik. Pagina dei contatti

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Questo articolo ha scopo puramente informativo; non sostituisce diagnosi o trattamento. Per i tuoi sintomi rivolgiti al tuo dentista.

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